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Investing.com - La sterlina resta debole contro un dollaro più forte questo giovedì, nonostante i dati che hanno mostrato che le vendite al dettaglio britanniche sono cresciute più del previsto a giugno.

Il cambio GBP/USD si attesta a 1,2969 alle 05.24 ET (09.24 GMT), non lontano dal minimo giornaliero di 1,2973.

Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6% il mese scorso, contro le aspettative di un aumento dello 0,4% dopo il crollo dell’1,1% di maggio.

Le vendite al dettaglio sono balzate del 2,9% su base annua, contro le aspettative di un incremento del 2,5%.

All’aumento ha contribuito il clima mite che ha spinto le vendite di abbigliamento estivo controbilanciando il calo delle vendite di alimenti e carburante, secondo l’ONS.

Dal report è emerso che la spesa dei consumatori continua a salire nonostante l’aumento dell’inflazione che pesa sui redditi delle famiglie.

L’inflazione è accelerata rispetto al periodo del voto sulla Brexit dello scorso anno, dal momento che il crollo della sterlina ha spinto i prezzi all’importazione scatenando i timori per una stretta sul costo della vita con gli stipendi che non riescono a tenere il passo con l’aumento dei prezzi.

La sterlina scende contro l’euro, con la coppia EUR/GBP su dello 0,28% a 0,8865 in vista dell’imminente esito del vertice della Banca Centrale Europea nel corso della giornata.

Gli investitori attendono indicazioni sul futuro del programma di stimolo dell banca da parte del Presidente della BCE Mario Draghi.

Il dollaro sale contro il paniere delle valute, riprendendo fiato dopo i crolli delle ultime sedute.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,22% a 94,85, non lontano dal minimo di 11 mesi di 94,27 segnato martedì.

Il dollaro è andato sotto pressione tra le speculazioni che le prospettive deboli sull’inflazione possano pesare sulla possibilità che la Federal Reserve alzi i tassi di interesse ancora una volta quest’anno come avevano indicato i policymaker.

Sul biglietto verde pesa inoltre la prospettiva che le altre banche centrali possano seguire l’esempio dell’inasprimento della politica monetaria della Fed.

Il dollaro si è indebolito anche per via dei tentativi falliti da parte dei Repubblicani di riformare la sanità, segnale che gli altri sforzi legislativi del Presidente Donald Trump, come quelli sulle leggi fiscali e sullo stimolo fiscale, potrebbero incontrare delle difficoltà.