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Investing.com - Il dollaro scende contro le altre principali valute questo venerdì, nonostante i dati statunitensi positivi e la possibilità di un nuovo aumento dei tassi da parte della Federal Reserve quest’anno, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord riemergono.

Il dollaro si è rafforzato quando mercoledì la Fed ha indicato che è probabile un ulteriore aumento dei tassi di interesse quest’anno, annunciando che inizierà a ridurre il bilancio da 4,5 mila miliardi di dollari ad ottobre.

Il biglietto verde è stato supportato inoltre dai dati positivi di ieri sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione USA e sull’attività manifatturiera nella regione di Philadelphia.

Tuttavia, il sentimento si è indebolito quando questa mattina il leader nordcoreano Kim Jong Un ha dichiarato che Pyongyang considererà “le più dure contromisure della storia” contro gli Stati Uniti in risposta alla minaccia del Presidente Donald Trump di distruggere il paese.

Subito dopo, il Ministro degli Esteri della Corea del Nord Ri Yong Ho ha affermato che il paese potrebbe effettuare un test sulla bomba a idrogeno nell’Oceano Pacifico di un livello senza precedenti.

Nel suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite martedì, Trump ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno molta forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi e gli alleati non resterà altra possibilità che quella di distruggere la Corea del Nord”.

Lo yen e il franco svizzero, tradizionali valute rifugio, sono in salita, con la coppia USD/JPYin calo dello 0,37% a 112,03, staccandosi dal massimo di due mesi della seduta precedente di 112,72, mentre il cambio USD/CHF scende dello 0,20% a 0,9688.

La coppia EUR/USD sale dello 0,23% a 1,1969, mentre il cambio GBP/USD è stabile a 1,3591, non lontano dal massimo di 15 mesi di lunedì di 1,3620.

I trader attendono una serie di dati sull’attività del settore manifatturiero e di quello dei servizi della zona euro, previsti nel corso della giornata.

Attesi inoltre i discorsi del Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi e del Primo Ministro britannico Theresa May, in agenda quest’oggi.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,21% a 91,78 alle 02:15 ET (06:15 GMT) staccandosi dal massimo di una settimana di ieri di 92,42.